Test Aprilia RS4 125: la “piccola SBK” è a 4 tempi
09-06-2011
L’RS4 è la prima moto Aprilia 125 ad essere dotata di un motore 4 tempi, l’evoluzione ai massimi livelli di raffinatezza e tecnologia, una moto sportiva destinata ai giovanissimi appassionati che vogliono vivere esperienze da veri motociclisti che viene proposta a un prezzo decisamente più aggressivo rispetto alla precedente versione 2 tempi (attualmente a listino).
Aprilia e le corse hanno sempre rappresentato per decenni un connubio praticamente indissolubile con 282 vittorie nei mondiali e 36 titoli mondiali vinti. Oltre al buon lavoro in pista, Aprilia ha sempre travasato nella produzione di serie, sia nelle motorizzazioni che nell’estetica, l’esperienza maturata con le moto da gara, affermandosi come leader assoluta nel segmento delle 50 e 125 super sportive. Con la stessa filosofia è nata la nuova RS4, ma con una sorpresa, una derivata dalla SBK. Aprilia RS4 è la replica precisa della moto di Max Biaggi, nuovo look, nuovi colori, rivisti freni che sospensioni, telaio modificato e soprattutto un nuovo motore 4 Tempi Piaggio.
Abbiamo affidato la prova in anteprima della RS4 125 al nostro nuovo tester di motorino.it, il pilota Francesco Villani, esperto di 125 e di piccole moto sportive con cui corre da anni in diversi trofei. Ecco le sue impressioni.
Come'è
La linea: Il design della RS4 125 riprende l’aspetto della mille, Aprilia RSV4 nella sua versione Factory. Infatti le caratteristiche che legano la moto stradale da quella guidata da Max Biaggi sono poche: le linee delle carene, la forma del serbatoio, il frontale con i 3 fanali posti sulle grandi prese d’aria e il piccolo codino sfilato sede di un fanale a led. Molti sono stati gli studi e le ore spese per sistemare al meglio l'aerodinamicità della moto, le carene non nascondono nè il telaio ne in alluminio, né il motore che diventano fondamentali nel design aggressivo della moto. Il terminale resta integrato nella parte inferiore della carenatura, una moda, in questo periodo, per le nuove nate di un po’ tutte le case, che, però, a mio avviso non piace a chi predilige il silenziatore a vista, più aggressivo.
Ciclistica: anche per quanto riguarda la ciclistica vi sono stati grossi cambiamenti rispetto alla precedente RS: il telaio è stato modificato, con uno nuovo a travi pressofuse in lega d’alluminio con nervature incrociate di rinforzo, molto leggero e rigido. Sicuramente un telaio compatto, preciso ed estremamente performante ma che fa un passo indietro, a mio giudizio, come design, soprattutto perché si perde la vista del mitico forcellone Aprilia, quello che montava già sul modello del 2000. Adeguata a questa moto sportiva la sospensione anteriore, che appaga anche la vista, costituita da una robusta forcella rovesciata da 41 mm, con foderi anodizzati neri e corsa di 110 mm.
Dettagli: a guardarla da vicino si scoprono le differenze, ma nella visione d’insieme sembra davvero la versione SBK, anche perché la RSV4 è compatta e al suo esordio veniva scambiata quasi per una 125. Alcune dimensioni, tra l’altro, sono identiche, come il cupolino con i fari anteriori e il codino filante, cambiano solo i materiali che nel caso della 125 sono in plastica, più economici ma che fanno comunque la stessa scena.- Dove Aprilia ha risparmiato un po’ è nella qualità delle plastiche non verniciate, un peccato veniale se si pensa a quanta sostanza c’è in una moto che si presenta con telaio in alluminio, una coppia di freni che si adattano anche alla pista, un cambio instancabile e un display digitale che riprende da vicino quello utilizzato sulla 1000.
In strada
Il motore: è un nuovo monocilindrico 4T, 4 valvole, a iniezione elettronica e raffreddato a liquido con una distribuzione a doppio albero a camme in testa che assicura massime prestazioni ed erogazioni fluide. Per la prima volta in assoluto su una moto 125 stradale è stato studiato un cambio quick shift, ossia un cambio elettronico che viene fornito però come optional. Entrando nei particolari è un sistema che ti permette, in aumento marcia, di non tirare la frizione in quanto un sensore sulla leva stacca per qualche centesimo di secondo la corrente alla candela permettendo così l'inserimento della marcia. Il vantaggio di questo sistema è che il pilota può salire di marcia mantenendo il gas aperto senza utilizzare la frizione, rendendo così più veloce la cambiata.
I freni: sempre confrontando la “vecchia” RS, sui freni è stato fatto un piccolo passo indietro, almeno guardando la scheda tecnica: l'RS4 ha un disco in acciaio da 300 mm con pinza radiale a quattro pistoni, mentre il modello precedente montava un disco flottante da 320 mm. Anche al posteriore si scende di livello: al posto del vecchio disco da 220 con pinza a due pistonicini c’è un disco da 218, e il pistoncino è uno solo. Ma da qualche parte bisogna limare, considerando l’abbassamento di prezzo della RS4.
In pista: abbiamo girato sul tracciato di Vairano di Vidigulfo, sede del press test, un circuito con dei tratti veloci e parti più tecniche, con curve strette da percorrere sempre con il numero giusto di giri dove ho voluto portare al limite la RS4 per capire se è una moto vera. Bastano un paio di giri per scaldare le gomme, delle Pirelli Supercorsa "oversize" (150/70 al posto del 130/70 di serie) appositamente montate per il test poi si può iniziare a tirare davvero, l'RS4 ha risposto subito bene alle sollecitazioni, sebbene sia un 4t, non è pesante ed è agile nei cambi di direzione, molto precisa nell'inserimento in curva. Quando si guida l'RS4 bisogna fidarsi e lasciarla scorrere nelle curve, meno si è spigolosi ed aggressivi e meglio vi risponderà la moto, bisogna cercare di fare traiettorie più lineari possibili facendo scorrere la moto in interno curva. Il cambio è molto preciso e il nuovo quick shift, funziona davvero bene, una cosa già nota per le moto da corsa in pista ma una gran figata su di una moto di serie. Anche i freni, sebbene più piccoli, rispondo bene e permettono di fare staccate all'ultimo, data la potenza limitata elettronicamente a 15 CV e l'ottima stabilità che offrono il telaio in alluminio e le forcelle.
Conclusioni: se la scelta è fatta col portafoglio in mano non ci sono dubbi, 4.360 euro per la nuova versione contro i 5.500 della RS 2 tempi, ma nonostante si sia dovuta adeguare al motore 4 tempi, ormai indispensabile per le attuali normative, l'Aprilia ha fatto centro, proprio nell'anno in cui anche diverse concorrenti hanno messo sul piatto delle moto 125 molto valide come la KTM Duke e la Honda CBR. La concorrente più diretta per potenza e vocazione pistaiola rimane però la Yamaha YZF 125, ed avendole guidate entrambe in circuito spero che inseriscano anche la RS4 in un trofeo simile all'R125 Cup. giusta anche la scelta di contenere il prezzo lasciando come optional agli impallinati delle dotazioni molto interessanti come il cambio Quick.shift.
L'unica pecca, che deriva dalla potenza limitata dal Codice della strada è nel suono che produce, che rimane un po' goffo e chiuso. Ancora non si conoscono i programmi di Aprilia, ma speriamo facciano una versione ripotenziata anche per questo modello per migliorarne rumore e prestazioni potendosi così sfogare tra i cordoli come abbiamo fatto oggi.
Francesco Villani - motorino.it


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